INTERZONA

Residenze artistiche a Interzona

Dopo alcuni anni dedicati alla promozione di proposte culturali sviluppate altrove, siamo tornati a seguire un percorso che possa portare Interzona a contatto con aspetti diversi dell'arte e che possa avere un importante riflesso sullo spazio e il suo modo di essere vissuto.
L'interesse verso gli artisti che hanno necessità di un luogo di creazione e la volontà di sostenere le loro "produzioni" sono le basi di un progetto organico, di largo respiro temporale, che accoglie diverse discipline racchiuse nell'arte: le esperienze teatrali, la danza e le performing arts, le sperimentazioni delle arti visive e di quelle sonore, gli ambiti di ricerca, le avanguardie emergenti.
​Il progetto delle residenze artistiche, dunque, sostiene il lavoro degli artisti ospitati e propone un modo differente di fruire lo spazio, rendendolo ancor più poliedrico ed eterogeneo. Per i soci che vorranno partecipare, si apriranno di volta in volta diverse possibilità di esperienza personale e collettiva.
Laboratori, open studio, riflessioni e talks, prove aperte, esibizioni ufficiali di lavori ultimati o happenings, potranno essere il risultato di questo percorso.

Prossimi progetti in residenza

Al momento non sono previsti altri progetti in residenza.

Precedenti residenze e progetti ospitati

Strasse_Drive_In#7 Nov 2013 | RESIDENZE ARTISTICHE Strasse
Drive_In#7
[performing arts]

Drive_In è un progetto site-specific curato dal collettivo Strasse su commissione di diverse istituzioni culturali e progettato di volta in volta in luoghi differenti. In questo caso Drive_In#7 è un'ideazione costruita per Interzona e per Verona.
Drive_In è un film mai girato. Una pellicola che si sviluppa sulla strada. È la stessa scena girata nell'arco di una notte, che rinasce e muore continuamente in un paesaggio che rivendica lo sguardo di chi lo attraversa. Drive_In è la prima sintesi di una ricerca che indaga il paesaggio urbano, visualizzandolo come uno spazio scenico, contenitore e produttore di segni e di tempi possibili, e un modo di comunicare che sia incontro e fusione tra il linguaggio del teatro e quello del cinema. È un viaggio in macchina attraverso la città, una regia mobile, una proiezione in movimento per un solo spettatore alla volta.

casastrasse.org

 

Ilaria Dalle Donne_Sweet Home Set 2013 | RESIDENZE ARTISTICHE Ilaria Dalle Donne
Sweet Home
[performing arts]

Sono entrata in una casa vuota. Viveva una signora di cui mi hanno solo raccontato. La decadenza della casa è la stessa di quando lei la abitava. Le crepe sui muri, le assi di legno lasciano nell'aria ancora il suo odore lo proteggono. Ho visto il tempo che cancella lasciando silenzio. Senza preavviso sono stata posseduta dalla memoria che rende viva quella casa. Come un ricordo lontano ma ancora vivo. Rêverie di un luogo familiare. Come in quella poesia: C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico. Il ricordo di un ricordo. Impalpabile, subacqueo. La luce entra dalle finestre. La casa si apre e manifesta la sua essenza. Sacra. Uno studio sul ricordo e il suo modificarsi dall'origine. Su quello che resta. Per respirare bisogna pungersi.

ilariadalledonne.com

Ilaria Dalle Donne_Alice Disambientata Lug 2013 | RESIDENZE ARTISTICHE Ilaria Dalle Donne
Alice Disambientata
[performing arts]

Racconta la Dalle Donne di questo nuovo progetto: il mio progetto nasce dalla voglia di portarmi in scena con un nome altro. In sintonia con la mia storia professionale e privata ho scelto Alice. [...] Alice cade nella tana del coniglio, lei lo stava rincorrendo scappata dalla realtà che troppo la annoiava. Si trova ad affrontare esseri animali che assomigliano a mostri si lascia trasportare diventa piccola poi grande viene condannata non riesce a trovare la via di casa. Chiede ma le risposte che riceve sono strane poco comprensibili enigma, simbolo, simile al sogno. E dal sogno prendo ispirazione. Non mi interessa l'aspetto onirico le immagini aeree che di solito nascono. Mi interessa come il sogno comunica. La parte primitiva del linguaggio. L'esempio che faccio per spiegare questo concetto è ricordare quanto difficile è descrivere un sogno fatto durante la notte. Le sensazioni sentite non sono ripetibili con le parole. Mi interessa quel linguaggio che passa sotto pelle. Mi interessa parlare impedendomi di usare la parola che la società usa. Mi interessa il ritorno alle origini. Nello spettacolo Alice Disambientata la forma trovata è legata allo sport, all'arte nobile della boxe.

ilariadalledonne.com

 

Chiara Frigo & Emmanuel Jouthe_When We Were Old Feb 2013 | RESIDENZE ARTISTICHE Chiara Frigo & Emmanuel Jouthe
When We Were Old
[danza contemporanea - teatro danza]

Progetto della coreografa italiana Chiara Frigo e del coreografo del Quebec Emmanuel Jouthe che ha debuttato al Festival Tangente presso il Theatre L'Agora (Montreal) e avrà il debutto europeo all'edizione di quest'anno di RomaEuropa Festival.
When We Were Old prende ispirazione da una storia scoperta durante una camminata storica nella città di Vancouver: come una foresta pluviale è stata trasformata in una città e come a sua volta, nella stessa città, una stazione di benzina abbandonata è stata riconvertita in un parco pubblico. Questa storia si è tradotta in un'indagine sulle dinamiche della decostruzione e ricostruzione e su come la materia primitiva ed organica dialoga con l'urbano. Il nuovo prende il posto del vecchio, come in un rituale in cui si deve decadere per poter ricominciare.

chiarafrigo.com
emmanueljouthe.com

Epimorph_λoyìa (studio) Set/Ott 2012 | RESIDENZE ARTISTICHE Epimorph
λoyìa (studio)
[installazione audio/video - teatro immagine]

λoyìa è un discorso, uno studio, è conoscenza di. λoyìa è reale e virtuale dimensione dell'invisibile, risveglio dall'anestesia dell'immaginario. λoyìa è input neuronale e codice binario. λoyìa è un limbo, è l'aria che intercorre tra la mappa cerebrale ed una scheda madre. λoyìa crea illusioni concrete, scatena flussi fascinatori attraverso cariche, onde e vibrazioni. λoyìa indaga il reale, che è a sua volta virtuale, poiché creato dalla mente. λoyìa è un inganno.

epimorph.org

 

Epimorph_Empire[o]il Gen/Feb 2011 | RESIDENZE ARTISTICHE Epimorph
Empire[o]il
[installazione audio/video - performing arts]

Progetto vincitore alle selezioni del festival Sguardi (vetrina del teatro contemporaneo veneto).

Empire[o]il è un impero che brucia, che si trasforma, che genera e soffoca. Gli inferi della Terra erano in principio un utero generatore. Il fuoco sacro, pura combustione, rigurgito delle viscere della terra, originario Dio indiscusso, si è trasfigurato in una diabolica ossessione, innescando meccanismi di conflitto e corruzione. La luce e il calore divino sono oggi una nube nera che offusca il cielo e le menti; liberando la materia dalla sua tomba silenziosa siamo piombati nella stessa prigione. L'oro nero è l'emblema dell'eterna aspirazione umana alla ricchezza ottenuta per caso, per fortuna. In questo senso è una favola, e come ogni favola, menzognera. Un'illusione, un miraggio, che ci ha spinto a trivellare senza misura l'epidermide del pianeta; una sete insaziabile che ci ha condotto in un labirinto d'ingannevole benessere, una trappola ormai necessaria alla sussistenza. Svegliando la materia dal suo millenario sonno, siamo rimasti inglobati nel suo magma. Quella sostanza venosa, densa e liquida, è ora il sangue dei nostri giorni. Il petrolio è partorito da un lungo processo di decomposizione e sembra intenzionato a renderci il fertilizzante della sua prossima rinascita. Empire[o]il è linfa e veleno, potere e distruzione, soluzione e dipendenza.

epimorph.org